Capito il modello ora si inizia ad entrare nel vivo del restauro creando, almeno io ho fatto così, una lista di tutte le cose che mancano, tranquilli poi ne mancheranno di più e la lista si allunga, ma è importante iniziare a capire cosa manca e dove cercare i ricambi non presenti ma anche capire cosa non fà al caso nostro che invece si può rivendere aiutando così a finanziare tutta l’operazione. Rispetto quindi al classico modello di Scrambler 250 1^ Serie mi ritrovo con un 250 mod. America…è un pò diversa la questione e un pò diversi sono anche i ricambi che devono essere montati, la lista nella mia mente stà già occupando qualche rigo in più del previsto, non ero pronto a questo ma ormai ci siamo e bisogna continuare andare convinti verso un restauro completo e il più possibile fedele alle condizioni originali della moto.
Con in bella vista in garage di una copia della locandina dell’epoca e qualche altra foto tratta da internet o da libri specialistici inizio a controllare dalla parte anteriore e piano piano proseguo cercando di segnarmi tutti quei componenti da sostituire perchè sbagliati e che sembrano più difficili da reperire, iniziamo dal faro ne è stato montato uno normale, dei modelli successivi senza il foro che ospita lo strumento, quindi calotta faro e anche conta Mph Ducati da reperire, accelleratore, era stato montato un Tommaselli Daytona al posto del suo Superpratic B. Scendiamo verso il motore, al posto di quell’orribile filtro a cono và un bel filtro aria Dellorto mod. F20/6 con curva di raccordo da avvitare ad un Dellorto SS1 27D manca anche lui, l’attuale proprietario mi ha confessato che lo aveva cambiato con un VHB26BD poichè l’SS, a detta sua, è troppo complicato da mettere ben a punto, questa sarà solo la prima di tante batoste sul bilancio del restauro, quel carburatore si trova a cifre folli, online si trovano a più di 1000€ per un esemplare usato in ottime condizioni, sarà difficile recuperarne uno in buone condizioni e che non mi mandi subito in rosso, ma continuiamo, manca il clacson con la sua staffa di sostegno, anche le due borsine porta oggetti laterali mancano all’appello o comunque quelle presenti tra i ricambi sono parecchio rovinate e non mi sembra il caso di montarle…sono arrivato appena a metà moto, non ho ispezionato nulla e la lista sembra non voler smettere di crescere, il portafogli trema.

Il tappo del serbatoio è stato sostituito con uno a sgancio rapido, sicuramente voleva essere un classico tappo da Cafè Racer ma in realtà è solo una replica fatta male. Sella che è solo da rifoderare l’interno è stato da poco rifatto e controllando le due scatole di ricambi a corredo della moto sembra che non manchi più nulla, in pratica sembra che la moto abbia “subito” un restauro seguendo i gusti del proprietario senza minimamente considerare come la moto è stata concepita in passato e la storia che si porta dietro.
La mia idea di restauro per questa moto è riportarla totalmente a nuovo come quando nel Luglio del 1968 ha varcato i cancelli dello stabilimento Ducati, inizialmente ero intenzionato ad un restauro meno invasivo che portasse la moto ad essere affidabile, bella e sfruttabile ma ora che realizzo di avere in garage un modello meno comune cercherò di renderle giustizia e quindi via tutte le parti usurate che sono da sostituire e revisionare tutto il revisionabile per portare ogni cosa nelle migliori condizioni possibili di efficienza e funzionamento, revisionare tutto ovviamente comprende anche il motore, considerando il resto della moto non deve essere stato curato proprio nel migliore dei modi, controllando la candela si percepisce che brucia un pò di olio che per come la vedo io vorrà dire motore totalmente da revisionare, ecco che la lista cresce a dismisura considerando tutti i componenti soggetti ad usura incastrati lì dentro ci sarà da impazzire ad individuare i giusti ricambi, volendo essere ottimisti per rimetterlo a nuovo saranno da sostituire sicuramente tutti i cuscinetti, sicuramente tutte le guarnizioni e le varie minuterie che necessitano in una revisione al motore e visto che a detta del proprietario era stato rifatto da poco, spero di non dover cambiare anche biella e pistone insomma nient’altro che vada ad allungare la lista oltre, non mi faccio illusioni poichè finche il motore non verrà aperto non posso avere certezze di nulla. Avete capito ora perchè bisogna armarsi di pazienza e polsi fermi per portare avanti un restauro con calma e costanza senza arenarsi al primo ostacolo? non è facile, molti ricambi saranno difficili da reperire, soprattutto se si è in cerca di materiale originale dell’epoca e non delle riproduzioni e fidatevi che in una moto di ricambi ce ne sono tantissimi.
Con molta pazienza inizia la ricerca delle parti, soprattutto online, purtroppo mercatini e mostre scambio sono sospese per via della pandemia e internet è l’unico mezzo a mia disposizione per arrivare a scovare ovunque il ricambio che fà per la mia moto. Siti di annunci e siti di vendita online saranno campo di battaglia per lunghe notti di ricerche che fortunatamente spesso danno i loro frutti, addirittura riesco a reperire un portatarga completo di luce stop originale CEV per il modello America direttamente negli USA, non sarà sfruttabile in Italia ma è un pezzo che desidero avere lo comprerò insieme al carterino della coppia conica, sarà un mese di continuo monitoraggio del codice track prima di vedermi recapitare il bottino sano e salvo direttamente da Wichita in Kansas e poter iniziare a mettere sullo scaffale che ho appena montato il primo di una serie di ricambi che andranno poi totalmente restaurati a loro volta. Cercando, spesso ci si imbatte in persone che accumulano ricambi da decenni come accumulatori seriali “selettivi”, accumulo si ma solo ricambi Ducati d’epoca dice al telefono quello che conoscerò tra qualche giorno, sembra quasi una categoria da rinchiudere e invece fortuna che esistono, grazie ad uno di questi infatti è così che a Luglio del 2020 mi ritrovo nel garage di un docente dell’Università di Salerno che negli anni ha conservato qualcosa come venti moto, tutte Ducati, tutte degli anni cinquanta e sessanta e tutte perfettamente restaurate e funzionanti, rimango incantato dai Ducati 350 Desmo e dalla Elite per non parlare poi del Ducati 175 Turismo, detto anche “piccolo Apollo”, mai visto fino a quel momento, veramente particolare. Fortunatamente in quel garage ci sono anche scaffali di ricambi dai quali poter attingere per portare avanti il mio restauro, purtroppo non saranno molte le cose compatibli e uscirò da lì solo con una calotta faro adatta al mio modello che non è proprio facilissima da recuperare e un tappo serbatoio, possiamo ritenerci soddisfatti anche questa volta. Anche in vacanza porterò con me la voglia di ricerca e dopo ore e ore passate ad esplorare i siti di annunci durante le giornate in spiaggia riesco a scovare un conta Mph nuovo, ancora a zero costruito, stando alla “timbratura” sul corpo dello strumento, proprio nel 1968, gran bel colpo di fortuna, me lo vedrò recapitare anche lui dopo qualche giorno e troverà posto sullo scaffale insieme alle altre parti ritrovate in giro.


Fortunatamente non esistono solo i siti di annunci ma anche i negozi specializzati e gli amici…o amici di amici come nel caso del carburatore, messo in vendita in un gruppo social, fortunatamente tramite un amico sono arrivato prima di tutti e quel bellissimo Dellorto SS1 27D dopo pochi giorni era già sul mio banco per una pulita e appuntarmi tutte le parti da sostituire per renderlo efficiente, si proprio così…le liste inizeranno ad essere sempre di più mano a mano che si revisionano i componenti, infatti quelli più complessi andranno revisionati a loro volta, non basterà una pulita ed è per questo che ognuno di questi componenti avrà una piccola lista dedicata a cui seguirà una ricerca di ricambi per poterli rimettere in ordine, il carburatore Dellorto non fà eccezione, anzi la ricerca dei ricambi si rivelerà abbastanza difficoltosa.
Come componenti a vista sembra che non ne manchino molti, sulla mia lista non ci sono i segni di spunta alla voce clacson, in realtà nei ricambi ne è presente uno totalmente nero ma non è il modello giusto e manca all’appello il filtro aria Dellorto F20/6 con il suo raccordo, durante la fase di ricerca ci si rende anche conto dei costi di alcuni ricambi e di quanto questi siano difficili da reperire, spesso si pensa ad un pezzo che compone la nostra moto e lo si dà quasi per scontato e di normale commercializzazione ma purtroppo nelle moto d’epoca spesso questo ragiornamento non trova luogo, è infatti il raccordo del filtro aria, una curva a circa 70° che collega il carburatore al filtro, che sembra banale e quasi sottovalutata nella sua funzione ma in realtà svolge un ruolo essenziale nel funzionamento ma anche nell’estetica della moto, sorregge il filtro aria davanti alla borsetta laterale destra rendendo quel filtro inclinato un tratto distintivo della moto, bene a distanza di circa tredici mesi da quando ho iniziato lo smontaggio della moto sono ancora alla disperata ricerca di un raccordo originale, ad oggi dovrebbe essere l’ultimo tassello mancante infatti il filtro a paglietta è stato trovato ancora nuovo, un avanzo di magazzino mi ha riferito il venditore e riposa ben protetto sullo scaffale in attesa di essere montato, purtroppo non è la stessa sorte del clacson che anche lui manca all’appello, fortunatamente non è essenziale al montaggio della moto e posso prendermela un pochino comoda, prima o poi anche lui farà bella mostra di sè al suo posto facendo sentire la sua presenza.
Per arrivare ad avere quasi tutti i ricambi più grossi è passato un bel pò di tempo e a distanza di diciotto mesi ne mancano ancora per poter completare la lista, pensare di montare la moto invece è ancora solo un’idea parecchio lontana, ci sono una miriade di lavorazioni prima che questo possa avvenire.



Come potete vedere tutti i ricambi prima di poter essere montati andranno smontati, effettuate le varie lavorazioni e trattamenti per poi poterli riportare a nuovo e solo successivamente rimontati sulla moto, questo sarà il lavoro vero che assorbirà ore in garage, pomeriggi in giro per artigiani e ovviamente, denaro, l’impotante è che il risultato finale soddisfi le nostre aspettative, nel caso del portatarga direi che ci sono riuscito, ad essere sincero non da solo.